
A furia di parlare degli scandalosi costi della politica, si trascura l’aspetto forse più odioso della Casta degl’Intoccabili: il ritorno surrettizio dell’ immunità parlamentare, abrogata nel ‘93 in un sussulto di dignità dal Parlamento degl’inquisiti. Caduta per le indagini, l’autorizzazione a procedere restò per arresti, intercettazioni e perquisizioni, che però può essere negata solo quand’è provato il «fumus persecutionis». Cioè in casi eccezionalissimi. Restò anche l’insindacabilità per le opinioni espresse e i voti dati «nell’esercizio delle funzioni parlamentari», molto ampliata nel 2003 con la legge Boato-Schifani: si stabilì pure che i giudici non possano, senza il permesso delle Camere, usare le intercettazioni quando un indagato intercettato parla con un parlamentare. Per usarle, a carico del cittadino comune come del parlamentare, occorre il permesso del Parlamento. Che lo nega sistematicamente. Così Montecitorio e Palazzo Madama son tornati a essere quello che erano prima di Tangentopoli: come le chiese e i conventi del Medioevo. Chi entra lì dentro, può aver fatto o fare quel che gli pare. Previti, interdetto in perpetuo dai pubblici uffici il 4 maggio 2006, è ancora deputato a nostre spese: l’altro giorno la giunta ha votato per cacciarlo, ma l’iter è ancora lungo e non si vede francamente perché, visto che la decisione l’ha già presa
ULIWOOD PARTY
MARCO TRAVAGLIO
l'Unità (1 giugno 2007)
Una badante per il caro estinto
Francesca Longo
Come si arrotonda la pensione minima nell'opulenta Italia del 2007? A Trieste anche a settant'anni e passa con un semplicissimo «contratto cocopro». Il contratto in oggetto in realtà altro non è che una scrittura privata tra il proprietario di una tomba, spesso di famiglia, e un incaricato a tenerla in ordine, con tanto di fiori e targhe lucidate, per evitare che i servizi cimiteriali considerino il loculo abbandonato e lo confischino. Il committente è solitamente persona troppo impegnata dal lavoro, ma fa parte di quelli che «sanno vivere» - e quindi mai e poi mai rinuncerebbe al suo posto sotto terra. Chi accudisce i suoi lari è abituato a far visita una volta per settimana ai morti. Finito di accudire i resti di genitori e congiunto, passa per i simulacri dei vari committenti. Lavoro artigianale, ma fatto a regola d'arte: dopo il rituale segno di croce, si tolgono i vecchi fiori, si lava il vaso, si rimettono fiori freschi tagliandone sapientemente i gambi, si controllano le luminarie, si lustra l'ottone e le eventuali foto e quindi si dice un «Eterno riposo». Va detto che non tutti possono vantare un contratto scritto, solo alcune «badanti dei morti» di indiscutibile livello professionale, che le signore «bene» si passano a tam tam. Da ciò ne deriva un mercato per nulla calmierato. Il committente, oltre ai fiori e ai biglietti di andata e ritorno dell'autobus a suo carico, può spendere dal centinaio di euro al mese fino a un paio di bicchieri di vino a visita. I «new workers» sono uomini (dal baro invalidato da un ictus al beone di quartiere), ma soprattutto donne che hanno ereditato dalle madri il balcanico culto dei morti. Tradizione messa al servizio dei tempi. E, sempre in ambiente balcanico, dietro questo florido mercato del caro estinto (molto più florido comunque quello ufficiale) ecco che appare l'indotto. Sono le profughe che vendono i fiori. Ma dove li prendono? In cimitero, ovviamente! Padoa Schioppa, da buon triestino, dovrebbe saperlo bene quando parla di aumento del Pil. http://www.ilmanifesto.it (31 maggio 2007)
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