
Spiace disturbare la casta politica nelle sue occupazioni preferite, tipo dedicare strade a Craxi, imbavagliare cronisti giudiziari o regalare Telecom a Mediaset purché non passi lo straniero. Ma tra Calabria e Basilicata succedono cose spaventose. A Catanzaro c'è un pm, Luigi De Magistris, che s'è messo in testa che in Calabria e in Lucania esistano la 'ndrangheta, la corruzione e le logge deviate, col contorno di politici, imprenditori, avvocati e magistrati. Essendosi convinto, non si sa perché, che la legge sia uguale per tutti, indaga. L'ultimo inquisito della lunga serie è l'avv. sen. forzista Gianfranco Pittelli, già celebre per una legge-vergogna contro la giustìzia, poi abortita. È accusato di associazione a delinquere per riciclaggio e violazione della legge Anselmi nel caso «Poseidone», una presunta truffa da 900 milioni di euro sui finanziamenti europei per depuratori-patacca. Appena gli giunge l'avviso di garanzia (atto non più segreto, in quanto noto all'indagato) e i giornali lo scrivono, Pittelli strilla alla violazione del segreto, subito rincuorato dal Csm che apre un fascicolo e dal capo di De Magistris, il procuratore Mariano Lombardi, che gli toglie l'indagine. È lo stesso Lombardi la cui compagna, cancelliera alla Corte d'assise di Catanzaro, ha un figlio avvocato, anche lui forzista, socio in affari di Pittelli. Nel maggio 2006 Lombardi partecipò a una convention di An per la candidatura a sindaco dell'on. Mario Tassone dell'Udc, ora vicepresidente dell'Antimafia. C'erano, oltre a Pittelli, Pino Galati (Udc, pure lui indagato da De Magistris) e Maurizio Gasparri, i cui principali collaboratori in Calabria, tali Basile e Papello, sono indagati nella stessa inchiesta. Il procuratore capo alla convention degli indagati del suo stesso ufficio: uno spettacolo edificante di cui - dichiara un pm di Salerno competente sugli eventuali reati di colleghi calabresi - il Csm sapeva da tempo, ma non ha mosso un dito. Men che meno il ministero della Giustizia, così solerte sia sotto Castelli sia sotto Mastella nel tempestare di ispezioni quei pochi pm che, in Calabria come in Basilicata, ancora sì permettono di indagare.
De Magistris di ispezioni ne ha subite due, come i colleghi Woodcock e lannuzzi. All'ottimo Lombardi, nemmeno una visitina. Secondo l'accusa, il comitato d'affari calabro-lucano conta sul supporto ìnsabbiatorio di fior di magistrati. De Magistris ne ha inquisiti 5 fra Potenza e Matera, su quelli del suo ufficio ha trasmesso gli atti a Salerno. Nelle intercettazioni, si sente Pittelli rassicurare altri indagati perché «il grande capo (Lombardi, ndr) mi ha detto che l'inchiesta finirà in una bolla di sapone» e che presto il procuratore avrebbe consigliato a De Magistris di farsi «aiutare» da un pm più malleabile. Detto, fatto: visto che De Magistris ha rifiutato quel prezioso aiuto, il Grande Capo gli ha tolto l'indagine. In un'altra telefonata, gli indagati apprendono in anticipo che nel maggio 2005 De Magistris li farà perquisire, così fanno sparire tutto. Ma per queste violazioni del segreto investigativo (vere, non false come sugli avvisi di garanzia nessuno si indigna. Da mesi Pittelli attacca De Magistris, contro cui un centinaio di parlamentari della Cdl hanno firmato ben 5 fra interrogazioni e interpellanze, relegandolo nel più completo isolamento. «Fa politica, è schierato a sinistra», dicono di lui. Strana accusa, visto che il pm indaga sul presidente della Regione Agazio Loiero (Unione), sul suo vice Nicola Adamo (Ds), sul suo predecessore Giuseppe Chiaravalloti (An), sul sottosegretario ed ex governatore lucano Filippo Bubbico (Ds), sul leader Udc Lorenzo Cesa, sull'on. avv. Nicola Buccico (An), già membro del Csm, beccato al telefono mentre chiede notizie sulle indagini a un pm di Catanzaro.
Buccico e Pittelli, oltreché indagati, sono pure i difensori di vari politici e giudici sott'inchiesta. Una politica seria metterebbe al centro dell'attenzione il caso Calabria-Lucania. Invece tutti tacciono (compresa l'Anm), salvo quelli che perseguitano i pm onesti. Per fortuna, si muovono i cittadini. C'è chi ha aperto il sito (www.noicittadinilucani.wordpress. it) per raccogliere firme in difesa dei pm Woodcock e Montemurro e del gip lannuzzi. Sarebbe bello se i calabresi onesti seguissero l'esempio, stringendosi intomo a De Magistris. Almeno noi facciamogli da scorta.
ULIWOOD PARTY
MARCO TRAVAGLIO
l’Unità (4 aprile 2007)
E un’amica molto cara mi gira prontamente questo appello.
"Ancora una volta i magistrati che fanno esclusivamente il loro dovere e,
facendolo, si imbattono in personaggi potenti e interessi forti, sono
perseguitati dai soliti noti della politica e dell'informazione sottostante.
In Basilicata, un gruppo di cittadini ha acquistato due pagine di un
quotidiano locale per esprimere la propria solidarietà ai pm di Potenza
Woodcock e Montemurro (quest'ultimo proposto dal Csm per il trasferimento
senz'aver fatto null'altro che il proprio dovere) e al gip Iannuzzi.
Invito tutti gli amici del blog a stringersi con le loro firme intorno a
questi onesti e coraggiosi servitori dello Stato, firmando l'appello che
riporto qui sotto e che si può trovare, insieme ad altre informazioni utili,
sul sito www.noicittadinilucani.wordpress.com. Mi auguro che presto si
muovano anche i cittadini della Calabria in difesa dell'onesto e coraggioso
pm Luigi De Magistris, attaccato dai soliti noti, in difficoltà presso una
parte del Csm e addirittura esautorato della sua inchiesta più delicata
(vedi articolo di Gomez e Lillo sull'ultimo Espresso) da parte del suo
procuratore capo. Non sono battaglie in favore di questo o quel magistrato.
Sono battaglie per
Marco Travaglio
"In questo particolare frangente della storia della Basilicata NOI CITTADINI LUCANI rivendichiamo il diritto alla giustizia e alla verità e pretendiamo che si faccia chiarezza. Esprimiamo pertanto stima e solidarietà senza riserve neiconfronti di quanti si stanno impegnando nella lotta al crimine in tutte le sue forme ed estensioni ed in particolare approviamo e sosteniamo il lavoro dei Magistrati:Dott. Alberto IANNUZZI, Dott. Vincenzo MONTEMURRO e Dott. Henry John WOODCOCK, opponendoci con sdegno e con forza ad ogni gratuito attacco teso a delegittimare, con parole o con fatti, la loro azione. Noi Cittadini,volendo continuare ad alimentare le speranze di progresso, libertà e democrazia per questa nostra terra, riponiamo piena fiducia nell'operato della magistratura e nell'impegno di questi Magistrati che incondizionatamente e con equilibrio seguono l'ideale del proprio dovere istituzionale e morale." (3 aprile 2007)
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