SIGNORNO’
MARCO TRAVAGLIO
È un bel gesto quello del cognatissimo Paolo Pillitteri, che a 8 anni dalla morte di Bettino Craxi dedica un libro all’uomo che lo trasformò nel sindaco di Milano. Ed è comprensibile che la figlia Stefania e il figlioccio Luca losi si prodighino per raccontarlo in una fiction: essendo entrambi titolari di società di produzione tv, con buone entrature in Rai e in Mediaset, non difettano dei mezzi necessari. Si comprende un po’ meno la processione di politici e commentatori di ogni colore intorno alla memoria del defunto e presunto “statista” per esaltare la “modernità” del suo “riformismo”. In un paese serio, a chiudere la questione basterebbero le tre sentenze definitive emesse dalla Cassazione (due condanne a un totale di 10 anni per le tangenti Eni-Sai e Metropolitana milanese; una prescrizione per le mazzette dalla berlusconiana All Iberian). O i 40 miliardi di lire giacenti nel ‘93 sui suoi tre conti svizzeri personali, gestiti non dai tesorieri del Psi, ma dall’ex compagno di scuola Giorgio Tradati e poi dall’ex barista Maurizio Raggio, e destinati agli «interessi economici anzitutto propri di Craxi» (sentenza All Iberian). Ma, dicono i nostalgici, «Craxi non può essere ridotto ai suoi guai giudiziari». Infatti ci sono pure quelli politici. Economia: sotto il governo Craxi (1983-87) il debito pubblico balza da 400 mila a 1 milione di miliardi di lire e il rapporto debito-Pil dal 70 al 92 per cento. Lotta al terrorismo: dopo aver caldeggiato, per fortuna invano, la trattativa tra Stato e Br durante il sequestro Moro, nel 1985 Craxi sottrae al blitz americano di Sigonella i terroristi palestinesi che hanno appena sequestrato la nave Achille Lauro e assassinato un turista ebreo disabile; si impegna a farli processare in Italia, poi fa caricare il loro capo Abu Abbas su un aereo dei servizi e lo spedisce in Iraq, gradito omaggio a Saddam Hussein. Politica estera: ancor più filoarabo e levantino dei democristiani, Craxi appoggia acriticamente l’Olp, ben lontana dalla svolta — moderata, paragonando Arafat a Mazzini; spalleggia e foraggia il dittatore sanguinano somalo Siad Barre; e nel 1982, durante la crisi delle Falkland, si schiera addirittura con i generali argentini contro la Gran Bretagna. Politica istituzionale: è il primo a picconare la Costituzione in vista della “grande riforma” presidenzialista e ad attaccare le procure, che vorrebbe assoggettare al governo. Politica industriale: sponsor delle partecipazioni statali come grande macchina succhiasoldi e nemico di ogni pnivatizzazione, prima con i decreti Berlusconi e poi con la Mammì consacra il monopolio televisivo incostituzionale dell’amico Silvio, che fra l’altro paga bene e cash. Frequentazioni: dopo aver insultato Norberto Bobbio (»ha perso il senno») ed espulso galantuomini come Bassanini, Codignola, Enriquez Agnoletti, Leon e Veltri, il satrapo garofanato si circonda di faccendieri come Larini, Troielli, Giallombardo, Mach di Palmstein, Parretti, Fiorini, Chiesa e Cardella, per non parlare dei suoi legami con Gelli e Calvi e del suo consulente giuridico Renato Squillante. Oltre a decine di “nani e ballerine”, Craxi riesce a candidare al Parlamento Gerry Scotti e Massimo Boldi. Se sarà realistica, insomma, la fiction si annuncia avvincente.
L’espresso (31 gennaio 2008)
La mattanza nei cantieri non si ferma: morti altri due operai
Due morti sul lavoro, due operai edili che lavoravano nei cantieri. Uno nel Bolognese, uno nel Napoletano. Un operaio romeno di 39 anni è morto precipitando dal tetto di una casa in ristrutturazione a Toscanella di Dozza, nell'imolese (Bologna). L'incidente sul lavoro è avvenuto intorno alle 17 in un cantiere di via Marmane. In base alla prima ricostruzione dei carabinieri, l'uomo, residente a Castello d'Argile, è caduto da un'altezza di circa sette metri, mentre si trovava con altri colleghi che hanno subito dato l'allarme. (…) La vittima si chiamava Ionel Florea ed era dipendente di una piccola impresa edile di proprietà del cugino, con sede a Zola Predosa (Bologna). (…) Un operaio edile di 35 anni è morto mentre stava lavorava in un cantiere edile in via Toscanini, nella zona alta di Quarto (Napoli). Il giovane lavoratore sarebbe stato colpito al capo dalla sponda di un camion. Si chiamava Pasquale Tamburelli, l'operaio edile di 35 anni, residente a Marano (Napoli), morto mentre lavorava in un cantiere per conto della Fiona Costruzione, a Quarto. Stava scaricando un camion di tufi che servivano alla costruzione di una casa agricola in via Toscanini, sulla collina Viticella nella parte alta di Quarto, quando per un malore o perchè colpito dalla sponda del camion si è accasciato al suolo. Soccorso dai suoi colleghi, è stato portato all'ospedale, dove è morto subito dopo.(…) www.unita.it (28 gennaio 2008)
"Onorata Sanità", 18 arresti nella 'ndrangheta calabrese
Uno sciagurato intreccio tra ‘ndrangheta, politica e sanità. È quello smascherato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che lunedì ha portato all’arresto di 18 persone. Tra loro, oltre ai già detenuti perché considerati i mandanti dell’omicidio Fortugno, Alessandro e Giuseppe Marcianò, c’è un consigliere regionale della Calabria, Mimmo Crea.
Secondo l’indagine, denominata “Onorata Sanità”, l’omicidio nel 2005 del vicepresidente del Consiglio regionale calabrese Francesco Fortugno sarebbe proprio legato all’ingresso di Domenico Crea nel Consiglio. Secondo quanto ricostruito dai pubblici ministeri Andrigo e Colamonaci, insieme al procuratore Francesco Scuderi, l'omicidio Fortugno fu la diretta conseguenza della mancata elezione in Consiglio regionale del soggetto designato quale referente dei clan e diretto garante degli interessi delle cosche. (…) www.unita.it (28 gennaio 2008)
Camorra, indagato consigliere regionale. Pm:solo l'inizio
lunedì, 28 gennaio 2008
NAPOLI (Reuters) - Un consigliere regionale campano è indagato nell'ambito di un'indagine che ha portato oggi all'arresto di sei persone a Napoli con l'accusa di affilizione a un potente clan camorristico.
Lo hanno riferito oggi durante una conferenza stampa gli inquirenti, precisando che si tratta solo dell'inizio di un'inchiesta sulla presunta collusione tra clan della camorra ed esponenti politici.
"Questa è la prima puntata, presto ce ne saranno altre...", ha detto oggi il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore.
Secondo quanto riferito da fonti giudiziarie, il consigliere indagato è Roberto Conte, componente dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale campano, all'epoca dei fatti a lui contestati candidato per il partito dei Verdi, e ora in carica tra le file della Margherita.
Secondo le fonti, il consigliere si sarebbe avvalso della "campagna elettorale" fatta a suo favore da Giuseppe Misso, presunto camorrista attualmente in carcere, che sta iniziando "un percorso collaborativo" con la giustizia e dalle cui dichiarazioni sarebbe emerso il suo appoggio per Conte.
Secondo i magistrati, Conte avrebbe fornito un "contributo esterno rilevante alla vita e all'attività dell'organizzazione camorristica dei Misso del quartiere Sanità (...) stipulando un patto illecito con Misso in forza del quale il sodalizio criminale offriva ampio sostegno in termini economici, di mezzi e di persone impegnate a garantire" la sua elezione. (…)
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Il Cardinal Ruini insiste contro la 194: «Una legge cattiva»
Il cardinale Camillo Ruini porta avanti - dopo la caduta del governo Prodi - la sua "crociata" contro la legge 194, che depenalizza l'aborto nelle prime settimane di gestazione.
Parlando della legge sull'aborto e della moratoria proposta da Giuliano Ferrara, Ruini nel suo ragionamento invita a rovesciare un luogo comune, quello per cui le donne sono libere se viene riconosciuto loro il "diritto" di abortire: «La donna - dice l'ex presidente della Cei - in molti casi abortisce proprio perché non è libera e la si rende libera se le si dà la possibilità concreta di non abortire».
Per questo Ruini arriva a parlare della necessità di «attuare» la 194, di potenziare «gli aiuti economici alle donne e alle famiglie in difficoltà». Ma, aggiunge, bisogna agire anche fornendo vicinanza e facendo capire che «l'aborto è la soppressione di un essere umano vivente. È questo il problema da cui nascono tutti gli altri». «Non uso la parola "omicidio" - conclude - ma per essere chiari e non confondere la realtà non si deve nemmeno parlare di interruzione volontaria di gravidanza. Il linguaggio non deve occultare la realtà».
«Da Ruini una subdola intromissione nelle leggi dello Stato laico», ha affermato in una nota la deputata radicale della Rosa nel Pugno, segretario della Commissione Affari Sociali, Donatella Poretti. «Ruini non può dire al Parlamento cosa fare», dice Maria Luisa Boccia del coordinamento Donne Parlamentari di Rifondazione comunista. www.unita.it (28 gennaio 2008)
Roma | 28 gennaio 2008
Bankitalia: i redditi delle famiglie di lavoratori dipendenti sono fermi dal 2000
Il reddito delle famiglie con capofamiglia lavoratore dipendente "e' rimasto sostanzialmente stabile" (+0,3%) dal 2000 al 2006, considerando l'aumento del costo della vita. Lo sottolinea
Le famiglie che devono contare su un capofamiglia a libro paga da sei anni debbono contare dunque piu' o meno sempre sullo stesso budget. Nell'ultimo biennio (2004-2006) si e' registrata, per la precisione, una crescita dei redditi del 4,3% in termini reali. Ma questo incremento, osserva lo studio di Bankitalia, "compensa soltanto in parte la riduzione osservata fra il 2000 e il 2004".
Nella eterogenea categoria dei lavoratori 'indipendenti' va meglio alle famiglie di artigiani e titolari di imprese familiari e imprenditori che hanno visto il loro reddito crescere dell'11,2% dal 2004 al 2006. Addirittura "negativo" invece l'andamento del bilancio familiare per le altre tipologie, come i liberi professionisti o i lavoratori atipici.(…) www.rainews24.rai.it
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