

4 gennaio 2009 6 gennaio 2009
ORA D’ARIA
MARCO TRAVAGLIO
Dice bene il Codice etico del Partito democratico. Al punto 2 («Principi di riferimento dei comportamenti individuali e collettivi») si legge che «le donne e gli uomini del Pd:1. Sostengono l’autonomia della politica, perché sia credibile e rafforzi il rapporto di fiducia con i cittadini… senza essere subalterna ad alcuno»; «4. Promuovono le capacità e le competenze, nella convinzione che il riconoscimento dei meriti… così come il rinnovamento dei gruppi dirigenti, diano qualità all’azione politica... Ispirano il proprio stile politico all’onestà e alla sobrietà. Mantengono con i cittadini un rapporto corretto... Non abusano della loro autorità o carica istituzionale per trarne privilegi; rifiutano una gestione oligarchica o clientelare del potere, logiche di scambio o pressioni indebite». Resta da capire quanti, nel Pd, abbiano letto il Codice etico del Pd. Basterebbe applicarlo alla lettera e la questione morale, emersa di recente in varie amministrazioni locali, sarebbe presto risolta. Non si tratta - come dice il sindaco di Torino Chiamparino - di «accettare passivamente tutto quel che fa la magistratura». Si tratta di leggere i fatti che emergono dalle indagini, lasciando ai giudici quelli di rilevanza penale e isolando quelli di rilevanza politico-morale per sanzionarli in base al Codice etico. Colpevole o innocente che sia, Del Turco riceveva in casa propria decine di volte un proprietario di cliniche che lui stesso definisce «noto corruttore» e che tuttavia lucrava centinaia di milioni dalle convenzioni con la sanità regionale. Colpevoli o innocenti che siano Gambale e Lusetti erano letteralmente spalmati, a Napoli, su un imprenditore già condannato (e poi salvato dalla prescrizione) come corruttore di politici napoletani. Colpevole o innocente che sia, D’Alfonso circolava su una Lancia con autista pagati da un imprenditore privato, Carlo Toto, patron di AirOne. Colpevole o innocente che sia, Margiotta incontrava in vicoli appartati un imprenditore che aspirava ad appalti pubblici. Sarebbero questi i comportamenti ispirati all’ “autonomia della politica”, ai principi di “sobrietà”, “onestà” e “correttezza” indicati nel Codice etico? Pare proprio di no. E allora perché nessuno di costoro è stato sospeso dal partito? Perché i garanti e i probiviri del Pd non hanno assunto immediate iniziative? E perché nessuno ha ancora chiesto a Rutelli come potesse
l'Unità
LUNEDI’
5 GENNAIO
2009
Vauro su "il manifesto" del 28 dicembre 2008

categoria:margherita, giustizia, europa, toto, rutelli, del turco, partito democratico, questione morale, chiamparino sergio, air one, margiotta salvatore, obama barak, blagojevich rod, lusetti renzo, d alfonso luciano, gambale giuseppe



