Zorro
Marco Travaglio
Ma perché gli esponenti del Pd, assediati dal partito dell’inciucio capitanato dal Corriere, non si prendono una vacanza dalle esternazioni sulla mitica “riforma della giustizia” e non cominciano a pensare prima di parlare? Fino a una settimana fa era urgentissimo separare le carriere, o almeno le funzioni (già separate due anni fa dalla porcata Castelli-Mastella, ma nessuno se lo ricorda), perché i giudici sarebbero appiattiti sui pm, che otterrebbero tutti gli arresti che vogliono. Ora che gip e Riesami scarcerano qualcuno contro il parere delle Procure, diventa uno scandalo che i giudici dissentano dai pm. Ma che diavolo vuole questa gente? Ma di che parla? Il primo che dà aria alla bocca innesca il “dialogo sulle riforme”. Il Pd Mantini delira: “Non possiamo sopportare che un avviso di garanzia possa eliminare politicamente, a volte fisicamente, un cittadino”. Benissimo, che si fa: si abolisce l’avviso di garanzia? Il Pd Tenaglia butta lì: “Affidiamo gli arresti a tre gip anziché a uno”. Entusiasmo generale. Peccato che metà dei tribunali (70 su 166) abbiano pochissimi giudici: siccome lo stesso giudice non può pronunciarsi due volte sullo stesso arresto, se la prima decisione la prendono in tre, non se ne troveranno altri tre per fare il Riesame. Allora
l'Unità
DOMENICA
4 GENNAIO
2009
|
FRONTE DEL VIDEO |
Maria Novella Oppo
La tv è ripetizione, replica e retrospettiva continua. Anche se la sua memoria è breve (come può essere quella de La7), il passato è sempre in atto. Si giustifica così Omnibus Rewind, il programma che riepiloga dichiarazioni sparse e frantumate dei dibattiti mattutini precedenti. E proprio qui abbiamo potuto ascoltare, ieri mattina, una frase di Francesco Storace che non avevamo sentito in diretta. Dunque, l’ex ministro di un precedente governo Berlusconi ed ex presidente della Regione Lazio, rivolgendosi agli avversari del centrosinistra, ha dichiarato: «Dopo aver perso le elezioni come le avete perse, voi dovreste stare zitti almeno per vent’anni». Proprio così: un altro ventennio di silenzio minacciato da un fascista mai pentito. Si sa, Storace cede spesso alla tentazione di dare voce, magari con l’alibi della battuta, ad atteggiamenti nostalgici. Nostalgia canaglia, come cantavano Albano e Romina, di un passato che somiglia già troppo al presente.
l’Unità
DOMENICA
4 GENNAIO 2009

categoria:giustizia, castelli, corriere della sera, mastella, partito democratico, bongiorno, mantini, tenaglia lanfranco



