ORA D’ARIA
MARCO TRAVAGLIO
Quando si dice che, prima di commentare le sentenze, bisogna leggere le motivazioni, non è una frase rituale. Perché, fatto salvo il diritto delle vittime a protestare se ritengono di non aver avuto Giustizia, gli altri dovrebbero almeno sapere di che stanno parlando. Per ora, c’è solo un dispositivo di poche righe con l’elenco degli imputati assolti e di quelli condannati. Nient’altro. Entro tre mesi, sapremo anche i perchè e i percome. Cioè quali fatti sono stati accertati, quali sono stati smentiti, e quali sono stati accertati ma non c’è la prova certa che li abbia commessi Tizio piuttosto che Caio. Paradossalmente tutti i commenti sulla sentenza di Genova sono uguali: si è detto, con toni opposti, che i giudici hanno smentito l’esistenza di mandanti superiori per le violenze delle forze dell’ordine contro cittadini inermi nella scuola Diaz e per le prove false create ex post per giustificare la mattanza. L’ha detto chi a sinistra s’è indignato perché i giudici hanno risparmiato i vertici della polizia, l’ha detto chi a destra se n’è felicitato. Niente di più sbagliato o (almeno) di più prematuro. È possibilissimo che nelle motivazioni il Tribunale di Genova metta nero su bianco che i mandanti esistono e gli agenti condannati eseguivano ordini superiori, ma le indagini non li hanno individuati oltre “ogni ragionevole dubbio”: o perché sono state fatte male, o perché sono state depistate (un’inchiesta parallela sull’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro ipotizza qualcosa del genere), o perché le prove a carico di Tizio o Caio non erano sufficienti ma era impossibile scoprire di più in quanto i mandanti non han lasciato impronte digitali. Vedremo, leggeremo. E già accaduto per Piazza Fontana: quando
l'Unità
LUNEDÌ
17 NOVEMBRE
2008
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PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. |
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TITOLO III RAPPORTI ECONOMICI Art. 35. |
ITALIA | Roma | 17 novembre 2008
Esplosione in un'industria di gomme a Sasso Marconi: due morti e tre feriti
Sasso Marconi, esplode una fabbrica di gomme: 2 morti
Nel giorno in cui nelle aule del tribunale di Torino si celebra l'udienza del processo Thyssenkrupp, una nuova tragedia nel mondo del lavoro. Questa volta l'incidente è successo a Sasso Marconi, in una fabbrica dove si producono gomme. Un macchinario è scoppiato: morti carbonizzati il direttore dello stabilimento e un operaio, tre i feriti più gravi.
Notizia – Lavoro, muoiono un agricoltore e un operaio
www.unita.it (17 novembre 2008)
Processo Thyssen al via il 15 gennaio
ITALIA | Torino | 17 novembre 2008
ThyssenKrupp alla sbarra: "omicidio volontario" per la morte dei 7 operai
Processo Thyssen. Intervista al procuratore Guariniello~
ThyssenKrupp. Le voci della tragedia~
Strage Thyssenkrupp. Perquisizione in casa dell'Ad
Sono stati tutti rinviati a giudizio i sei imputati per il rogo alla ThyssenKrupp di Torino, dove meno di un anno fa morirono sette operai. Tra gli imputati l'amministratore delegato, Harald Espenhahn, risponderà di omicidio volontario. Sarà il primo processo per omicidio volontario per morti sul lavoro in Italia.
ITALIA | Roma | 17 novembre 2008
Papà Englaro cerca una clinica per Eluana, i vescovi: non sospendete gli alimenti
Sul caso Englaro torna a fasi sentire
Vescovi, politici, fiction tv: non c'è pace per Eluana
I paladini del rispetto della vita fanno chiasso nella stanza silenziosa di Eluana. «Omicidio», gridano. «L’Italia pratica la pena di morte». Dopo la sentenza della Cassazione,
di Marco Bucciantini
Don Gallo
Don Gallo sul caso Englaro: chi parla di «omicidio» è idolatra fuori dalla Chiesa
Ma allora non c’è salvezza? Non ci sono vie d’uscita per questa storia che contiene il caso di Eluana, non sembra. Pare, e l’Avvenire di ieri lo testimonia con l’assolutezza delle sue argomentazioni a proposito dello stop all’alimentazione col sondino, che esista solo un fronte etico armato di precettazioni, e non contino il dolore, la sofferenza, la tenerezza di chi cede al linguaggio di questa centralità umana spodestata. Ecco che si produce altro dolore supplementare, indesiderato, mentre la gran bolla mediatica sull’argomento illumina paraddosalmente proprio questo vecchio-nuovo frontismo, durissimo, lo sponsorizza.
www.unita.it (17 novembre 2008)
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FRONTE DEL VIDEO |
L’orizzonte della Lega è lo zerbino
Maria Novella Oppo
Ogni occasione è buona per far brillare sotto le luci delle telecamere provincialismo e servilismo della destra nostrana. E, dove non arrivano i berluscloni, ci pensano i leghisti. Così, dentro l’incredibile dibattito sull’obamismo postumo o preventivo, che esprime l’assoluta incapacità di misurarsi con la dimensione planetaria degli eventi, si colloca il localismo della Lega Nord. Anzi, a dire la verità, si dovrebbe parlare di localismo immaginario e razzismo reale, visto che il luogo tanto mitizzato come patria non esiste nemmeno. Trattasi, come noto, di una padania di comodo, che per i leghisti diventa una sorta di utero pro domo sua, un ventre protettivo di interessi domestici che si sintetizzano nello slogan «padroni a casa propria». E la casa è l’origine e il perno di tutto il mondo leghista, che ha nello zerbino il suo orizzonte etico ed estetico. Come rivela la straordinaria dichiarazione fatta ieri mattina ad Omnibus da Carolina Lussana: «In Italia non abbiamo bisogno di Obama perché il cambiamento lo incarna già Bossi».
l’Unità
VENERDI’
7 NOVEMBRE 2008
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FRONTE DEL VIDEO |
Una Gelmini basta e avanza...
Maria Novella Oppo
Si moltiplicano le Gelmini, benché una basti e avanzi. Ma la tv è (anche) un museo degli orrori. Così, l’altro giorno, vedendo la conferenza stampa in cui si annunciavano le nuove misure di propaganda per l’università, non capivamo bene quale Gelmini interpretasse il ruolo di dispensatrice di bubbole governative. La versione interpretata di Caterina Guzzanti le attribuisce infatti una simpatia e una sincerità che la ministra non ha, facendola diventare ribelle e soprattutto calabrese, amante dell’orticoltura e desiderosa di tornarci, se non fosse prigioniera del perfido Tremonti.
l’Unità
SABATO
8 NOVEMBRE 2008

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