
Vignetta di Mauro Biani tratta dal blog: http://maurobiani.splinder.com/
Zorro
Marco Travaglio
Ci dissociamo preventivamente dalle polemiche che susciterà (se ne susciterà) la decisione di Odeon Tv di affidare a Licio Gelli un programma storico. Non si vede perché il venerando e venerabile vecchietto non potrebbe dispensarci i suoi revisionismi, visto che fra l’altro è in ottima compagnia. Perché stava nella P2? Ci stavano anche il nostro premier, il suo capogruppo Cicchitto, gli ottimi Costanzo, Gervaso e Trecca (tutti conduttori di programmi in tv, ovviamente Mediaset). Perché è stato condannato per il crac Ambrosiano e i depistaggi sulle stragi? C’è chi, per molto peggio, siede in Parlamento (anche il senatore pregiudicato Ciarrapico è inseguito da anni dai creditori del fu Ambrosiano).
E sono un po’ peggio di Gelli alcuni ospiti del suo programma prossimi venturi: tipo Andreotti o Dell’Utri. Oltretutto Gelli, diversamente dai nove decimi di quelli che infestano la nostra tv, è informato sui fatti. Tant’è che ieri ha elogiato Dell’Utri e
Un solo appunto ci permettiamo di muovere al sor Licio. Il titolo del programma, «Venerabile Italia», è loffio. Molto meglio «Gran maestro unico». Più attuale.
l'Unità
SABATO
1 NOVEMBRE
2008
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FRONTE DEL VIDEO |
GRAN MAESTRO UNICO
Maria Novella Oppo
Con l’arrivo di Licio Gelli su Odeon, abbiamo scoperto chi era il «maestro unico» il cui ritorno premeva tanto al premier e soci della ex P2. Un vecchio malvissuto, direbbe Manzoni, ma ancora capace di rivendicare il suo indecente passato. Gelli non vuole rinunciare neppure negli ultimi anni a esercitare un ruolo torbido nella peggiore storia italiana. All’editore di Odeon, Raimondo Lagostena Bassi, evidentemente tutto questo non fa schifo e presenta un condannato per gravi reati contro la democrazia come un vecchietto con una memoria storica. Altrove sembrerebbe ridicolo; da noi no, visto che l’erede dichiarato e il realizzatore dei piani di Gelli è premier in carica. Il circuito Odeon tv ha pure lui un passato, essendo stato fondato negli anni 80 da Calisto Tanzi, che lo lanciò come «tv del bene e dei valori». E oggi sappiamo che quei valori non valevano la carta straccia su cui erano scritti, proprio come i decreti del governo Berlusconi.
l’Unità
SABATO
1 NOVEMBRE 2008

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