Vignetta di Mauro Biani tratta dal blog: http://maurobiani.splinder.com/
Zorro
Marco Travaglio
Mentre ricordiamo Enzo Biagi a un anno dalla scomparsa, mentre Reporters Sans Frontières colloca l’Italia al 44° posto nel mondo per libertà d’informazione, mentre il Pd attacca
l’Unità (5 novembre 2008)
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PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. |
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TITOLO III RAPPORTI ECONOMICI Art. 35. |
Lavoro, un morto a Pescara e due feriti a Bari
Ancora un morto sul lavoro. A Spoltore, in provincia di Pescara, un ragazzo di 21 anni, Gerald Meta, di origine albanese, è rimasto schiacciato da un palo in un cantiere della ditta Steller, specializzata nella costruzione di supporti in cemento utilizzati nell'edilizia.
Il giovane, terminate le regolari ore di lavoro, stava smontando da una gru un pilone pesante centinaia di quintali, quando l'argano di sostegno ha ceduto e la struttura è crollata. Per Gerald non c'è stato niente da fare. È morto sotto gli occhi del padre, assunto anch'egli dalla Steller alcuni mesi fa. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri, e la procura aprirà una inchiesta per verificare la dinamica esatta dell'incidente.
Poco prima, a Bari, in un cantiere edile di un albergo in ristrutturazione, due operai sono rimasti feriti. Assicurati con imbracature secondo le norme di sicurezza, stavano smantellando un ascensore quando la struttura della cabina ha ceduto precipitando dal quinto piano. Uno dei due è in gravissime condizioni.
www.unita.it (6 novembre 2008)
FRONTE DEL VIDEO
Chi di ’68 ferisce, di ’68 perisce
Maria Novella Oppo
Franceschini ha risposto via tv al diktat più che bulgaro di Berlusconi: «Non si tocchi un capello ai ragazzi che lottano per difendere la loro scuola. Noi vigiliamo». Giusto e anche bello da sentire. Intanto, i dibattiti in video mostrano i portavoce del boss preoccupati di trovarsi di fronte a un nuovo ’68, che non saprebbero certo fronteggiare con l’abilità dei vecchi dc. E dire che il piano della Gelmini era quello, dichiarato, di cancellare gli ultimi 40 anni di storia scolastica. Perché la ministra, beata ignoranza, non sa nemmeno che il ’68 è stato sconfitto. Infatti, non pochi di quelli che lo hanno vissuto, sono saltati sul carro dell’uomo più ricco e potente d’Italia, cortigiani tra i cortigiani, in prima fila nel negare i diritti per i quali da giovani si erano battuti. Ma i berluscloni possono stare tranquilli: quello che vediamo non è affatto un nuovo ’68, ma potrebbe essere molto peggio per loro. Perché i ragazzi di oggi sanno usare la tv, hanno facce belle da mostrare e non hanno da perdere che le catene del loro precariato.
l’Unità (24 ottobre 2008)
FRONTE DEL VIDEO
I signori dello schermo
Maria Novella Oppo
Dicono che non ci sia tanta politica come da noi in nessun altra televisione al mondo. E non saremmo certo noi a lamentarci dell'eccesso di informazione, se fosse davvero informazione. In realtà, come risulta dai dati dell'Autorità di controllo, per la grandissima maggioranza si tratta di una sfilata ininterrotta di personaggi del governo, o della coalizione, che usufruiscono della tv pubblica come se fosse del capo del governo e di quella privata come se fosse sempre sua, perchè lo è. Ma è una faccenda così scontata che ci vergogniamo a parlarne. Anche perchè, ad ogni modo, i signori della destra (qualcuno anche del centrosinistra) ripetono che agli italiani il cosiddetto conflitto di interessi non interessa e, anzi, ogni vota che se ne parla, cresce la popolarità di Berlusconi. E pare che piacciano perfino certi leghisti patibolari, perchè, loro sì, conoscono bene perchè in gran parte li hanno creati loro. Purtroppo nei tg non arriva mai il tenente Colombo a incastrare i colpevoli con le prove. Anzi, dopo arriva Vespa a insabbiare tutto.
l’Unità (25 ottobre 2008)

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