
Zorro
Marco Travaglio
l'Unità (28 ottobre 2008)
|
PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. |
|
TITOLO III RAPPORTI ECONOMICI Art. 35. |
Lavoro, altri tre morti in un giorno solo
Un'altra giornata di morti bianche. Un allevatore schiacciato da una balla di fieno nel Napoletano. A Vibo Valentia un agricoltore schiacciato dal trattore. Sull'autostrada Torino-Savona un operaio investito in pieno da un'auto.
www.unita.it (5 novembre 2008)
S'ode a destra
L'Obama italiano
Bruno Ugolini
È possibile immaginare il commento di Silvo Berlusconi nel caso fosse davvero eletto Barack Obama. Ha già fatto capire che lui tifa per il candidato nero. Però aspetta a pronunciarsi perché sa bene che ogni tanto i sondaggi fregano.
Manda avanti, ad ogni modo, l'amico Sandro Bondi che non esita a dichiarare una simpatia sconfinata. Nonché la ministra Maria Stella Gelmini che paragona il proprio programma rivoluzionario (nel senso che solleva rivoluzioni, come si è visto nelle piazze e nelle scuole), alle idee di Obama.
Certo Silvio, se potesse, nella fatidica notte (per noi) del 4 novembre, nel caso i sondaggi si dimostrassero esatti, procederebbe alla tintura non solo dei capelli, onde poter dichiarare imperterrito da tutti gli schermi: "Io sono Obama!".
Ma non abbiate paura. Perché se avesse la meglio l'altro candidato lui afferrerebbe il microfono per gridare: "Io sono Mac Cain!".
www.unita.it (4 novembre 2008)
STUPIDARIO
Gasparri: ora Al Qaida sarà più contenta
«Sul piano della lotta al terrorismo internazionale dovremo vedere Obama alla prova, perchè questo è il vero banco di prova. L'America è la democrazia di riferimento per quanti vogliano affermare i valori della libertà minacciati dal fondamentalismo, dal terrorismo islamico, su Obama gravano molti interrogativi. Con Obama alla Casa Bianca forse Al Qaida è molto più contenta». Così Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl commenta l'elezione di Barak Obama a presidente degli Stati Uniti.
Per quanto riguarda i riflessi dell'elezione di Obama sulla politica europea e per quella italiana, Gasparri aggiunge: «Credo che i rapporti tra l'Italia e gli Stati Uniti siano storici, saldi e non subiranno mutazioni.
Tuttavia credo che l'Europa debba assumersi maggiori responsabilità perchè non sappiamo che cosa farà il nuovo presidente degli Stati Uniti. Difendiamoci da soli dai pericoli che incombono su di noi».
www.unita.it (5 novembre 2008)
Gelmini, scuole di montagna: altra retromarcia
Con un colpo di mano il governo aveva chiesto alle Regioni di chiudere le scuole sotto 50 studenti, pena il commissariamento. Ora il nuovo testo del decreto sulla Sanità fa marcia indietro: niente chiusura e niente commissariamento. Ma le Regioni: i problemi rimangono.
www.unita.it (5 novembre 2008)
FRONTE DEL VIDEO
Chi di ’68 ferisce, di ’68 perisce
Maria Novella Oppo
Franceschini ha risposto via tv al diktat più che bulgaro di Berlusconi: «Non si tocchi un capello ai ragazzi che lottano per difendere la loro scuola. Noi vigiliamo». Giusto e anche bello da sentire. Intanto, i dibattiti in video mostrano i portavoce del boss preoccupati di trovarsi di fronte a un nuovo ’68, che non saprebbero certo fronteggiare con l’abilità dei vecchi dc. E dire che il piano della Gelmini era quello, dichiarato, di cancellare gli ultimi 40 anni di storia scolastica. Perché la ministra, beata ignoranza, non sa nemmeno che il ’68 è stato sconfitto. Infatti, non pochi di quelli che lo hanno vissuto, sono saltati sul carro dell’uomo più ricco e potente d’Italia, cortigiani tra i cortigiani, in prima fila nel negare i diritti per i quali da giovani si erano battuti. Ma i berluscloni possono stare tranquilli: quello che vediamo non è affatto un nuovo ’68, ma potrebbe essere molto peggio per loro. Perché i ragazzi di oggi sanno usare la tv, hanno facce belle da mostrare e non hanno da perdere che le catene del loro precariato.
l’Unità (24 ottobre 2008)
FRONTE DEL VIDEO
I signori dello schermo
Maria Novella Oppo
Dicono che non ci sia tanta politica come da noi in nessun altra televisione al mondo. E non saremmo certo noi a lamentarci dell'eccesso di informazione, se fosse davvero informazione. In realtà, come risulta dai dati dell'Autorità di controllo, per la grandissima maggioranza si tratta di una sfilata ininterrotta di personaggi del governo, o della coalizione, che usufruiscono della tv pubblica come se fosse del capo del governo e di quella privata come se fosse sempre sua, perchè lo è. Ma è una faccenda così scontata che ci vergogniamo a parlarne. Anche perchè, ad ogni modo, i signori della destra (qualcuno anche del centrosinistra) ripetono che agli italiani il cosiddetto conflitto di interessi non interessa e, anzi, ogni vota che se ne parla, cresce la popolarità di Berlusconi. E pare che piacciano perfino certi leghisti patibolari, perchè, loro sì, conoscono bene perchè in gran parte li hanno creati loro. Purtroppo nei tg non arriva mai il tenente Colombo a incastrare i colpevoli con le prove. Anzi, dopo arriva Vespa a insabbiare tutto.
l’Unità (25 ottobre 2008)

categoria:forza italia, craxi, tangentopoli, gramsci giovanni, barani lucio, simoncini roberto



