ULIWOOD PARTY
MARCO TRAVAGLIO
Con tutte le baggianate che dice, sempre comunque accreditate di grande intelligenza, vien da chiedersi che ne sarebbe di Giuliano Ferrara in un paese serio, cioè diverso dall'Italia. Una risposta giunge dalla Francia, dove il Molto Intelligente è stato appena condannato in appello (e dunque in via definitiva) dal Tribunal de Grande Instance di Parigi per contraffazione di opera d'ingegno e violazione del diritto d'autore ai danni di Antonio Tabucchi. Il fatto risale all'ottobre 2003, quando Tabucchi inviò un articolo a Le Monde, ma se lo vide pubblicato, in anteprima e senz'autorizzazione, sul Foglio (un correttore di bozze del quotidiano parigino l'aveva inviato per amicizia a Ferrara, senza prevedere che questi l'avrebbe fregato e messo in pagina). Ora Ferrara dovrà sborsare 34mila euro in tutto: l0mila di multa allo Stato francese, più 3mila per aver appellato temerariamente la condanna di primo grado; 12mila di danni a Tabucchi; 9mila per finanziare la pubblicazione della sentenza su Le Monde, Le Figaro e Liberation. Naturalmente, se Ferrara avesse vinto la causa, la notizia sarebbe uscita su rutti i giornali. Invece l'ha persa, dunque silenzio di tomba. Ma l'aspetto più interessante del processo non è la sentenza. È l'incredulità dei francesi - giudici, avvocati e giornalisti - di fronte a quel che dice Ferrara. Anzi, di fronte a Ferrara tout court, che al di là del Monginevro è visto come un fenomeno da baraccone. Il suo interrogatorio in tribunale è uno spettacolo da far pagare il biglietto. Nell'articolo rubato, Tabucchi ricordava i trascorsi di Ferrara come informatore prezzolato della Cia. Il giudice domanda all'interessato se la cosa sia vera. Ferrara risponde che sì, fu lui stesso a rivelarlo sul Foglio. Ma era una balla, che lui chiama «provocazione»: tant'è che – aggiunge - non ci sono le prove. La nuova frontiera del giornalismo da lui inaugurata - spiega - prescinde dalla verità. Figurarsi la faccia dei giudici parigini dinanzi a questo «giornalista» ed ex ministro italiano che si vanta di raccontare frottole sulla propria vita e aggiunge: trovate le prove di quel che scrivo, se ne siete capaci. Lo condannano su due piedi. Lui ricorre in appello, eccependo fra l'altro sulla competenza territoriale del Tribunale parigino, manco fosse Previti o Berlusconi al Tribunale di Milano. Eccezione respinta con perdite. Quanto al merito, ricordano i giudici di seconda istanza, il Molto Intelligente è colpevole per definizione: «II 4 novembre 2006 Ferrara veniva interrogato e sosteneva che in Italia è usanza giornalistica pubblicare documenti senza autorizzazione per rispondere a essi senza che la cosa comporti una contraffazione». Dopo aver finito di ridere, i giudici ribattono che pubblicare sul Foglio un articolo destinato a Le Monde «senza il consenso dell'autore né di Le Monde costituisce a pieno titolo contraffazione» e «non è seriamente sostenibile che un delitto di contraffazione sia legittimato da una sorta di diritto di replica preventivo rispetto alla pubblicazione». Ferrara, se voleva replicare a Tabucchi, doveva attendere che l'articolo uscisse su Le Monde. Il Tribunale aggiunge sarcastico che una diversa «eventuale usanza italiana, ammesso che esista, non si applicherebbe comunque al diritto francese». E conclude sottolineando «la piena consapevolezza che l'imputato (Ferrara, ndr} aveva del suo delitto e del cinismo con cui l'ha commesso», ergo «va dichiarato colpevole dei fatti a lui addebitati». Insomma: certi sofismi, furbate e corbellerie Ferrara li vada a raccontare agli italiani, che hanno smarrito il senso del pudore, della decenza e della vergogna. In Francia non attaccano. Infatti, riportando la sentenza, il Nouvel Observateur descrive Ferrara come nemmeno un giornale di estrema sinistra oserebbe dipingerlo. Cioè per quello che è: «maschera della tv trash», «specializzato nella denigrazione di chi si oppone a Berlusconi» e nel «servilismo giornalistico» che gli è valso la direzione di Panorama e del Foglio, sempre «indipendente come si può essere quando l'editore è la moglie di Berlusconi». Nessun accenno alla sua grande intelligenza. In controtendenza con la fuga dei cervelli dall'Italia, quello di Ferrara all'estero non lo nota nessuno. Non pervenuto.
l’Unità (3 gennaio 2008)
Torino | 13 gennaio 2008
ThyssenKrupp, rapporto dei manager dopo il rogo: ''Gli operai fanno gli eroi in tv''
Si tratta di analisi sulla situazione politica italiana, sulle reazioni sindacali e sociali e sull'atteggiamento dei media. Nella nota si parla della storia di Torino, dove esiste, secondo
Poi, il documento esamina i 20 giorni successivi alla tragedia, costata la vita a 7 operai. I compagni delle vittime, dice la nota, ''passano di televisione in televisione'' e vengono rappresentati ''come degli eroi''. Cosa che rende inopportuni interventi disciplinari nei confronti dei testimoni, che non si esclude tuttavia di attuare in futuro. Infine, una considerazione politica: secono i manager dell'azienda, Prodi, che attraverserebbe un momento di ''crisi'', puo' trarre vantaggio dai fari puntati sul rogo di Torino, che distraggono l'attenzione dai problemi di politica interna. (…) www.rainews24.rai.it
Firenze | 12 gennaio 2008
Violenza sessuale agli Uffizi
La sua vittima, nella tarda mattinata di ieri, e' stata una giovane fiorentina che lavorava nel complesso del Museo degli Uffizi. La ragazza, come riferito ai Carabinieri, gia' da un paio di giorni era stata oggetto di apprezzamenti da parte dell'uomo, il quale piu' volte aveva insistito nel poter uscire insieme a lei al termine del lavoro. Ma la ragazza non ha accettato le avances dell'operaio: cosi', dopo i tentativi andati a vuoto, lui ha optato per la forza.
L'uomo ha colto l'occasione della pausa pranzo per raggiungere la ragazza: e, all'interno dei servizi igienici, l'ha afferrata e stuprata. La ragazza denunciato l'episodio immediatamente ai Carabinieri della Stazione di Firenze-Uffizi. Questi, dopo aver espletato accurati accertamenti, e una volta riscontrato quanto riferito dalla ragazza, hanno identificato il colpevole ed hanno proceduto al suo arresto. L'operaio e' adesso detenuto nel carcere di Sollicciano. www.rainews24.rai.it
Lo rivela Il New York Times
Sempre più killer tra i veterani di guerra
Aumentati del 90% in 6 anni, per 3/4 reduci da Iraq e Afghanistan. Individuati 121 i casi, le vittime mogli e bambini
Le vittime sono in gran parte le mogli o le fidanzate, i figli o altri familiari stretti. La più piccola è Krisiauna Calaira Lewis, una bambina di due anni uccisa in Texas dal padre ventenne, tornato in patria dopo aver riportato traumi al cervello e aver perso un piede durante un bombardamento a Falluja. Un quarto delle vittime sono altri soldati, come Richard Davis, accoltellato e poi dato alle fiamme da altri veterani, il giorno dopo che erano tutti tornati dall'Iraq. (…) www.corriere.it (13 gennaio 2008)
I video pubblicati in rete. Allarme in GB: FENOMENO in CRESCITA
I folli del treno, choc a Londra
Agghiacciante passatempo tra i giovani: si sdraiano in mezzo ai binari e aspettano che passi il convoglio
LONDRA - Come trascorrere la giornata? Sdraiarsi in mezzo ai binari, aspettare che passi il convoglio e filmare il tutto col videofonino. Un'agghiacciante sfida contro la morte, che però ha molti emuli in Gran Bretagna, specialmente tra i ragazzini. Come racconta l'inglese Telegraph uno di queste «performance» al limite della follia è stato pubblicato in Rete.
ALLARME - Ogni anno centinaia di giovanissimi perdono la vita a causa di questi atroci «passatempi». Nel video pubblicato su YouTube un ragazzo si sdraia in mezzo ai due binari. Il treno sfreccia sopra la sua testa, ma il giovane ne esce indenne. Tutta la scena viene ripresa con un videofonino. Sono casi gravissimi e dilaganti, specialmente tra i più giovani, ha denunciato Colum Price della polizia ferroviaria britannica (BTP). Ma la preoccupazione è forte anche tra i responsabili delle ferrovie inglesi. Iain Coucher di Network Rail ha spiegato alla BBC che gli adolescenti inglesi, «annoiati» dalla quotidianità, usano i binari come dei campi da gioco. Benchè queste esibizioni sono punibili anche col carcere, negli ultimi anni si sono verificati circa una sessantina di incidenti mortali; la maggior parte delle vittime aveva meno di 18 anni. Tra le imprese più pericolose c'è la «playing chicken» (fare il pollo): i ragazzi si mettono deliberatamente in piedi sui binari e scansano all'ultimo momento, prima che il treno in corsa li investa.
Elmar Burchia
www.corriere.it (13 gennaio 2008)
I puffi compiono 50 anni
Secondo un’altra teoria pubblicata di recente, i 99 Puffi sarebbero i 99 saggi - cristiani, biancovestiti - del “Nuova Atlantide” di Francesco Bacone. Tutti temi, questi, che saranno affrontati nella tournèe che parte a Bruxelles. www.lastampa.it (11 gennaio 2008)

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