Zorro
Marco Travaglio
L’altro giorno, mentre smentiva di essere un corruttore politico e minacciava denunce contro Di Pietro che aveva lanciato l’accusa, il Cainano pranzava a Palazzo Grazioli con Francesco Pionati, il figlioccio di De Mita, già pastonista del Tg1 poi portavoce dell’Udc (da paninaro a ingrediente del panino). Pare che, per strappare l’invito a corte con pasto a sbafo, il Pionati si sia fatto raccomandare dalla segretaria del segretario Cesa, a sua volta amica della segretaria di Al Tappone. Così, dopo il caffè e il grappino, il patetico peripatetico è trasmigrato dall’Udc al Pdl. Ma non come single: come leader di una fantomatica “Alleanza di centro” che al momento comprende un solo leader (Pionati) e un solo elettore (Pionati), Ma, se tutto va bene, sarà presto travolta dai fans: erano anni che si avvertiva l’esigenza di un nuovo partito, specie se fondato da Pionati. Sui bus, sui treni la gente non parlava d’altro. Ora il gran giorno è arrivato. E nessuno, per favore, tiri in ballo il “bieco trasformismo” che Pionati rinfacciò a Follini invitando i compaesani irpini a spedire al transfuga cartoline con su scritto: “Vergogna! Restituisci il voto con gli interessi!”. Pionati non corre rischi del genere, anche perché non ha elettori. E agli interessi, eventualmente, provvederà Al Tappone. Resta da capire che se ne faccia il premier di un Pionati. Probabilmente nulla (salvo impiegarlo nella nuova villa comasca). Ma quando l’ha visto aggirarsi dalle sue parti mogio e infreddolito, con quegli occhioni da piccolo fiammiferaio, gli ha fatto tenerezza. E, avendo esaurito le social card, l’ha fatto entrare.
l'Unità
SABATO
29 NOVEMBRE
2008
|
FRONTE DEL VIDEO |
Maria Novella Oppo
È capitata in contemporanea con un feroce attacco terrorista contro l’Occidente una delle previste serate di alleggerimento di Porta a porta. Giovedì sera, mentre Bruno Vespa si fregava le mani per la soddisfazione, si discuteva dunque di donne più o meno svestite, alla presenza delle medesime, molto compiaciute di veder sfilare le proprie imprese considerate, a torto, più «scandalose». Nell’occasione Roberto Gervaso, che, nonostante tutto, non ha ancora rinunciato, come si diceva una volta, a épater le bourgeois, ha fatto una dichiarazione esagerata in lode del reggicalze. Secondo lui, infatti, la caduta dell’Occidente sarebbe cominciata con l’invenzione dei collant. Fino a che le donne non hanno preferito la logica della comodità a quella della sensualità, tutto andava bene e potevamo continuare a dominare il mondo. Ora no, ora siamo destinati inevitabilmente a cedere nei confronti di uomini che, più che col reggicalze, si eccitano addirittura col burqa.
l’Unità
SABATO
29 NOVEMBRE 2008
categoria:berlusconi, follini, di pietro, de mita, cesa, partito udc, pionati, partito della libertÃ




