ORA D’ARIA
MARCO TRAVAGLIO
Al Tappone ha voluto festeggiare il suo 72° compleanno nel solco della tradizione: raccontando balle. Ha fatto la solita lista di processi a suo carico, esagerando un po’ (“100 procedimenti, 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria, 2500 udienze, 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti”) e senza rendersi conto che anche un decimo di quelle cifre in qualunque altro paese avrebbe catapultato il premier, se non in galera, almeno fuori da Palazzo Chigi. Ha ripetuto di essere “sempre stato assolto”, mentre ha avuto 6 prescrizioni perché lui stesso ha dimezzato i termini di prescrizione (controriforma del falso in bilancio e legge ex-Cirielli) e 2 assoluzioni perché “il fatto non costituisce più reato” in quanto lui stesso l’ha depenalizzato (sempre il falso in bilancio). Ha raccontato che la legge Alfano è “comune ad altri Paesi europei”, mentre non esiste democrazia al mondo che preveda l’immunità per il premier (Grecia, Portogallo, Francia e Israele la contemplano solo per il capo dello Stato). E s’è dimenticato di spiegare come mai, appena passato il Dolo Alfano, il suo avvocato on. Niccolò Ghedini annunciò che lui non l’avrebbe usato perchè voleva essere assolto, mentre ora pretende di applicarlo pure al coimputato Mills con la sospensione urbi et orbi del processo. Per fortuna esiste ancora un giudice a Milano, anzi parecchi: per esempio quelli del processo Mediaset (D’Avossa, Guadagnini e Lupo), che hanno accolto la questione di incostituzionalità dell’Alfano proposta dal pm Fabio De Pasquale, inoltrandola alla Corte costituzionale perché la porcata venga dichiarata illegittima. Cioè nulla. I testi di De Pasquale e del Tribunale, sono la più plateale smentita alle balle del Cainano, sulla scorta di quel documento eversivo che è
1) Se l’art. 3 statuisce l’eguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge e dunque l’art.112 prevede l’azione penale obbligatoria, non si vede come si possano sospendere i processi a carico delle 4 alte cariche dello Stato senz’alcun vaglio sulla gravità dei reati commessi né alcun filtro sull’opportunità di una scelta tanto pesante. Già bocciando il lodo Maccanico-Schifani,
2) Per l’art. 136, le leggi dichiarate incostituzionali sono nulle, dunque non si possono ripresentare: nullo lo Schifani, nullo anche l’Alfano.
3) La figura delle 4 “alte cariche”, per la nostra Costituzione, non esiste. Esse hanno diverse fonti di legittimità:il presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune più i presidenti di Regione; i presidenti delle Camere sono eletti dalle Camere; il premier è nominato dal capo dello Stato. Accomunarli nello stesso calderone impunitario non ha alcun senso.
4) Per derogare al principio costituzionale di eguaglianza, occorre una legge costituzionale: infatti sono articoli o leggi costituzionali a stabilire trattamenti speciali per ministri, capo dello Stato, giudici costituzionali e parlamentari. L’Alfano è una legge ordinaria, dunque non vale. De Pasquale cita i lavori della Costituente, dove nel 1947 si discusse se immunizzare il Presidente della Repubblica (non certo quelli del Consiglio o delle due Camere) per reati comuni commessi fuori della sua funzione. L’on. Bettiol la propose, ma fu bocciato a larga maggioranza. Calosso obiettò: “Non vedo la necessità di costituire al Capo dello Stato una posizione speciale. Abbiamo una magistratura che è sovrana ed è uno dei poteri dello Stato… Persino presso certi popoli coloniali è possibile chiamare dinanzi al giudice il governatore”. Il grande Mortati rivelò: “Si è omessa intenzionalmente ogni regolamentazione della responsabilità ordinaria del Presidente. È una lacuna volontaria della Carta costituzionale”. Il presidente dell’Assemblea, Meuccio Ruini, tagliò corto: “Meglio una lacuna che un privilegio troppo grande per il Presidente, il quale è sempre cittadino fra i cittadini, anche se ricopre il più alto ufficio politico. Non ammetterei che per 7 anni il Presidente della Repubblica non rispondesse alla giustizia del suo Paese”. Altri tempi, altri padri costituenti. Poi arrivarono i padrini ricostituenti a spiegarci che la legge è uguale per tutti, tranne quattro.
l’Unità (30 settembre 2008)

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PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. |
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TITOLO III RAPPORTI ECONOMICI Art. 35. |
Omicidio*, una vittima in provincia di Pordenone
Un'altra vittima degli incidenti sul lavoro: un operaio di 25 anni, Angelo Andrigo, figlio del proprietario di un'azienda dove si producono elementi per l'edilizia, è morto schiacciato dal muletto che stava guidando.* Ho sostituito le parole “morti bianche” con il termine più congruo.
www.unita.it (30 settembre 2008)
"Sgominato" il clan dei Casalesi: 107 arrestati
Sgominato all’alba a Caserta il clan dei Casalesi: sono stati arrestati ben 107 presunti affiliati alla cosca camorristica. Tra gli arrestati, anche tre latitanti del clan, ricercati da tempo perché ritenuti tra i componenti del gruppo di fuoco accusati delle stragi di Aversa e Castelvolturno. www.unita.it (30 settembre 2008)
Ansa :: 30 settembre
Mafia: talpe Dda, boss apprezzavano linea Cuffaro
Nuove accuse pentito contro ex manager Michele Aiello
(ANSA) - PALERMO, 30 SET - 'Cuffaro era ed e' un uomo politico di cui Cosa nostra e in particolare Provenzano sostanzialmente apprezzava la linea politica'. E' uno dei passaggi salienti dell'appello depositato dai pm contro la sentenza che ha condannato a 5 anni per favoreggiamento l'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro. Intanto il neopentito Giacomo Greco lancia nuove accuse contro l'ex manager della sanita' privata Michele Aiello: 'e' stato sempre una persona di fiducia di Bernardo Provenzano'.
Roma | 30 settembre 2008
Il commissario di Governo Costa: l'area del Dal Molin di Vicenza da oggi ai militari Usa
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Da oggi l'area dell'aeroporto Dal Molin di Vicenza "viene consegnata al comandante militare italiano della base che la rende disponibile agli Stati Uniti" ma "non diventa territorio Usa". Lo afferma in un'intervista al 'Corriere della Sera', il commissario di Governo, Paolo Costa, che aggiunge: "sull'area varranno sia il diritto italiano sia quello americano".
Per quanto riguarda il referendum di domenica, Costa ritiene sia "una consultazione inutile" e annuncia che "i lavori andranno avanti, non si fermano". Infine, sulla possibilita' che da Vicenza partano aerei per missioni di guerra, il commissario risponde "lo escludo: alla Ederle 2 gli americani verranno solo a riposarsi". www.rainews24.rai.it
Afghanistan, Karzai chiede la pace al mullah Omar
È ufficialmente fallita la lotta al terrore di George W. Bush. Il presidente afghano, Hamid Karzai, invita il leader dei talebani, il mullah Omar, a metter fine al conflitto in Afghanistan. Ancor di più, Karzai si è impegnato personalmente a proteggerlo dalle forze Nato. Il mullah respinge e attacca Kabul
www.unita.it (30 settembre 2008)
G8, 800 milioni di euro per riqualificare la Maddalena
Davide Madeddu
Ottocento milioni di euro per rivoluzionare l’isola di
Roma | 30 settembre 2008
Vaciago: siamo al limite della recessione, bisogna restituire fiducia ai cittadini
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La crisi dei mutui subprime sta intaccando le fondamenta dell'economia reale e lo spettro della recessione si fa ogni giorno piu' concreto: "manca ben poco alla recessione, forse solo il coraggio di usare questa parola", afferma Giacomo Vaciago, professore ordinario di politica economica della Cattolica.
"Quando si dibatte del fatto che la crescita sara' piu' o meno 0,1% - spiega - forse manca solo il coraggio di usare quella parola. Per molti indicatori e' gia' in atto. Si tratta di capire quanto la crisi debba essere grave per chiamarsi recessione". Secondo Vaciago la crisi dei mutui ha intaccato il risparmio delle famiglie e ha ridotto e reso piu' costosa la disponibilita' di credito per le imprese. Il tracollo dei listini azionari ha inoltre spinto gli investitori a spostarsi sulle "commodities', come il petrolio, e sui beni alimentari provocando un'impennata dei prezzi.
"Se i governi faranno le cose giuste - dice il professore - la recessione puo' essere breve e durare due o tre trimestri". "La priorita"' per Vaciago "e' restituire fiducia" ai cittadini e non "spaventarli" continuando a ripetere che "la crisi e' grave". www.rainews24.rai.it
Roma | 29 settembre 2008
Authority: dal 1 ottobre bollette in aumento, stangata per il gas
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Aumentano le tariffe elettriche e del gas, che scontano l'effetto del caro-petrolio dei mesi scorsi. Dal primo ottobre scatta un rincaro dello 0,8% per bollette dell'energia elettrica. Maggiore l'incremento per il gas: +5,8%. Lo comunica l'Autorità per l'energia, che ha reso note le condizioni economiche per il quarto trimestre 2008.
Dal prossimo primo ottobre, quindi, la spesa su base annua delle famiglie aumenterà di 3,7 euro per l'energia elettrica e di 61,5 euro per il gas, sull'onda lunga del caro-petrolio, per un totale di oltre 65 euro. ". www.rainews24.rai.it
Roma | 29 settembre 2008
Poste aumento del 10% dei bollettini
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Dal primo ottobre la commissione sul pagamento dei bollettini postali aumentera' di dieci centesimi di euro: da 1 euro a 1,10 euro, in pratica il 10% in piu'.
L'aumento, spiegano le Poste Italiane, non sara' esteso alle operazioni e ai pagamenti effettuati on line, per cui si continuera' a pagare 1 euro. Anche la tariffa agevolata per gli anziani non subira' variazioni e rimarra' a 0,77 centesimi di euro.
A determinare l'aggravio di dieci centesimi, specificano le Poste, "l'aumento dei costi industriali" sostenuti dall'azienda. Gli ultimi rincari risalgono al primo gennaio 2003. www.rainews24.rai.it
“Vorrei poter dire che violenza è telefonare otto volte durante un consiglio di amministrazione per chiedere in quale cassetto si trova il termometro ma non posso farlo, naturalmente, perché violenza è massacrare l’ex moglie e buttarla viva in un cassonetto, soffocare l’amante incinta di nove mesi e seppellirla mentre respira ancora, dare un passaggio all’ex ragazza e farla violentare da otto amici per due giorni, picchiare la moglie davanti ai figli nel salotto coi divani bianchi e la mega tv con lo schermo al plasma, convincere che il suicidio sia il minore dei mali, bastonare perché hai messo i jeans, far saltare i denti «perché ti avevo detto di stare a casa e non importa se dovevi andare in farmacia, ti ho detto che da sola non esci». Segregare, umiliare, costringere, esercitare la forza delle mani e non solo la brutalità delle parole. Sparare, certo. Soffocare col cuscino. Usare un corpo e sbarazzarsene, poi addormentarsi tranquilli. tutti fatti accaduti realmente, tutti episodi di cronaca degli ultimi mesi. C’è una gerarchia della violenza, è ovvio. Ci sono reati e ci sono soprusi. C’è un’abitudine, una tolleranza della violenza che è la cosa più spaventosa di tutte. Un’accettazione della fatalità della sopraffazione che non vieta, tuttavia, di chiedersi: ma come mai? cosa è successo, perché è possibile? come mai chi muore non si ribella un anno, un mese, dieci giorni prima di morire? Si muore anche restando in vita, ciascuno lo sa, e la domanda resta intatta”.
Il brano è tratto dal libro di Concita De Gregorio, «Malamore», dal 30 settembre in libreria
FRONTE DEL VIDEO
Di Pizza non si butta niente
Maria Novella Oppo
Finalmente abbiamo conosciuto il noto Giuseppe Pizza (s’intende, in tv). Partecipava ieri mattina a un dibattito sulla scuola condotto da Corradino Mineo su Rainews24. E partecipava a titolo di sottosegretario della Gelmini, la ministra più antipatica ai bambini italiani (e anche agli adulti). Eccolo lì, il nostro Pizza, impegnato a sostenere (gli va dato atto) non il merito (diciamo pure il demerito) del decreto governativo, ma un unico argomento: bisogna tagliare i costi, perché la scuola, così com’è, non ce la possiamo permettere. Pizza infatti è un uomo pratico, come dimostra anche il fatto che, tramite cavilli, inghippi e garbugli, detiene tuttora il simbolo (e forse anche il titolo di segretario) della fu Dc. Come in passato ha detenuto (caspita, come suona male) numerosi altri storici ruoli. Per esempio quello di fondatore del CIGRI, rappresentante per l’Italia del CENYC e molto altro ancora. Tanto da essere accolto nella maggioranza da Berlusconi, lo statista per il quale la politica è come il maiale: non si butta via niente.
l’Unità (30 settembre 2008)
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