
"Quando, all' 1.30 del mattino, i pompieri della Protezione Civile in assetto di guerra sono giunti trafelati al cancello di Villa Certosa, pronti a domare l'insolita colata lavica con terremoto incorporato nella zona meno vulcanica e sismica d'Europa -
Uno che si costruisce un mausoleo funerario da vivo nel parco della villa di Arcore, mentre nella tenuta sarda impreziosisce l'ambiente con 400 cactus d'importazione, un teatro similgreco in plastica, sette piscine abusive, un tunnel marino alla James Bond coperto da segreto di Stato, un nuraghe merlato come un castello medievale, una cascatella canadese, alcuni chioschi della premiata «Gelateria del Presidente» e, ultima trovata, un vulcanetto portatile imbottito di lava artificiale, fumi variopinti e lapilli fasulli, azionabile con apposita pulsantiera, tutto può fare fuorché stupire. Che dovrebbe fare un tizio che ha la fortuna di disporre di un vulcano nel cortile di casa? Far finta di nulla? Certo che no: prima o poi gli scappa un'eruzione.
È quel che è accaduto l'altra notte, sotto gli occhi estasiati dei fortunati ospiti: mamma Rosa, il fratello Paolo, Briatore,
Dopo la consueta visita al «museo dei cactus» della quale già si lamentava Gianpiero Fiorani con il pm Francesco Greco («due ore su quei suoi pullmini elettrici sotto il sole, dottore...»), si è cantato, ballato e mangiato, ma anche parlato di politica. Il Cavaliere, che fra una ciucca e una colata ha dispensato a Prodi preziosi consigli per la missione in Libano, ha rivelato agli ospiti che dopo la sconfitta elettorale era «deluso» e «tentato di mollare», ma poi fortunatamente «la gente mi ha convinto a continuare».
Stava facendo il bagnetto sulla spiaggia della sua Gardaland-2 quando «sono stato riconosciuto dagli occupanti di alcune barche, che hanno voluto testimoniare il loro affetto a questo povero vecchierello. Han suonato le sirene per sei minuti di fila: mi volevano salutare». In realtà gli stavano chiamando un'ambulanza, ma nessuno ha avuto cuore di spiegarglielo. Meglio così. Perché disilludere il pover'uomo?
Ora naturalmente Bellachioma si scuserà con Piero Ricca, che gli aveva dato solo del buffone, epiteto che alla luce degli ultimi eventi si sta rivelando riduttivo. Anche perché se uno normale provasse a fare un centesimo di quel che fa lui in una riserva naturale intoccabile come la Costa Smeralda, non dico improvvisando un'eruzione vulcanica, ma semplicemente strappando un paio di rametti da un cespuglio, verrebbe subito portato via dalla forza pubblica. E chissà che qualche politico molto intelligente, che da 12 anni lo scambia per un collega, un bastione del bipolarismo, un campione della liberaldemocrazia, un sincero riformatore, un valido interlocutore con cui dialogare, non si renda finalmente conto di chi ha di fronte. In ogni caso la vacanza intelligente è appena cominciata e si attendono nuovi effetti speciali a Villa Certosa. Si parla di un attacco simulato alle due torri con Bellachioma travestito da Bin Laden sul suo jet privato; seguirà un replay del crollo della diga del Vajont con ettolitri d'acqua di riporto da cui spunterà Godzilla (Bondi, Cicchitto e Schifani debitamente camuffati); e, gran finale, il remake di un classico dell'horror da Lui stesso interpretato dopo il prossimo trapianto: «La notte dei cactus viventi».
ULIWOOD PARTY
MARCO TRAVAGLIO “l’Unità” 18 agosto 2006
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